Il conto

scritto da Marco1985
Scritto 4 mesi fa • Pubblicato 4 mesi fa • Revisionato 4 mesi fa
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Immagine di Marco1985
Autore del testo Marco1985
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La condanna di chi dà il nome dell'Eterno a ciò che per il mondo è solo un passaggio insignificante. Consiglio di lettura con sottofondo musicale: "Saudade" (link: https://www.youtube.com/watch?v=winLlid4CMo&list=RDS1mTvR3tZ7o&index=10)
- Nota dell'autore Marco1985

Testo: Il conto
di Marco1985

È l’errore antico di chi cerca

la sostanza dentro il fiato delle parole.

Se allora avevano il suono del pieno

ed erano vuote,

quale gelo diventano adesso

che sono assenti?

Ascolta.

L’assenza è la loro sola natura.

Ho cercato il peso di un valore comune

in uno sguardo che sembrava un abisso,

ma era solo un riflesso senza radici,

un volto di luce,

senza la forza del vero.

Ti ho osservata a lungo.

Donna e poesia nello stesso istante.

Non per il gusto di averti,

giacché non si ancora l’anima

a chi vive di ombre,

ma per la sete di riconoscere in Te

la mia stessa riva.

Mi hai dato il rumore dei tuoi passati

mentre cercavo il silenzio del tuo presente.

Eppure, quando ridi,

con quel Tuo sorriso che mi toglie il fiato

ci credo ancora,

e mi convinco che un domani esiste.

Ci si stanca di star male, alla fine.

Ci si stanca di abitare

e riempire l’assenza degli altri:

ma la Tua ha il taglio più fondo.

C’è chi ha il dono di saper dimenticare:

io porto la colpa dell’incanto,

la condanna di non scordare un attimo.

Perché la sensibilità chiede sempre il conto.

Non perdona.

Dà il nome dell’Eterno

a quella scia che svanisce,

che per il mondo intero

è solo un resto del tempo.

Il conto testo di Marco1985
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